Quest'anno si torna in America. Attraverseremo tutta la West Coast da Vancouver a San Diego, sfrecceremo sulle highway americane della Pacific Coast ammirando gli spettacolari paesaggi costieri, la natura e le grandi città. Come ormai da abitudine vi terremo costantemente informati, giorno per giorno, sulla nostra nuova avventura. Partenza prevista ottobre circa, il nostro equipaggio è carico e motivato, non vediamo l'ora di partire.
lunedì 12 novembre 2012
Titoli di coda
Il viaggio è oramai finito. Sono già due giorni che sono tornato a casa. Purtroppo anche a Los Angeles abbiamo avuto problemi a trovare una connessione ad internet, quindi mi ritrovo ora a scrivere le ultime due giornate di viaggio. Forse non è poi così tragica la cosa, visto che adesso, con il senno di poi e senza la stanchezza accumulata in quei giorni, riesco ad avere una visione più chiara del tutto. Ora sono in camera, ogni tanto sbircio dalla finestra. Fuori il tempo è grigio, il vento e la pioggia la fanno da padrona. Con un velo di malinconia ricordo il tepore del sole californiano. Ma ora torniamo indietro nella memoria agli ultimi due giorni a Los Angeles. Il secondo giorno in città è stato dedicato interamente al cinema, come vi avevo già accennato nel post precedente, con la visita agli Universal Studios. Anche se io e Michele ci eravamo già stati, la visita è stata comunque esaltante, poi contrariamente alla scorsa visita, questa volta siamo arrivati la mattina presto avendo così a disposizione tutta la giornata. Tra spettacoli e giri in giostra si è fatto presto sera. Unica nota dolente, il tempo, praticamente ha piovuto quasi tutto il giorno, rovinando un pò così l'atmosfera sognante trasmessa dal parco. Comunque ci siamo divertiti lo stesso, è stata un ottima giornata. Che altro restava da fare a Los Angeles? Ah si il tour a Hollywood. Ultimo giorno, il tempo che rimane è poco e la stanchezza è molta. Si decide così per il tour che da Hollywood porta, tramite piccoli furgoni scoperchiati, alle colline dorate di Beverly Hills e Bell Air, passando per luoghi apparsi nei film, locali famosi etc.. A parte l'aria un pò troppo fresca patita sul furgone, è stata anche questa una gita interessante. Il resto della giornata, volendo un pò di relax, era destinato ad un giro in spiaggia. Così è stato, anche se arrivati a Venice Beach si è alzato un forte vento, che ha reso quasi impossibile camminare per il lungo mare e non vi dico quando poi è sceso il sole... Ok il viaggio è finito qua, ora torniamo alle nostre vite, alla nostra casa, alla realtà. Ci sono stati bei momenti, tanti e anche momenti meno belli. Abbiamo riso, ci siamo arrabbiati, a volte addirittura avremo voluto essere da qualche altra parte. Questi venti giorni li abbiamo vissuti e nei nostri ricordi resteranno solo i bei momenti vissuti, almeno lo spero. Io poi penso che ogni viaggio ti faccia un pò crescere dentro, sicuramente per me è così, chissà se anche per gli altri è lo stesso... Non mi resta che salutarvi, che sia un arrivederci o un addio non lo so, vedremo il prossimo anno cosa ci riserverà il futuro...
venerdì 9 novembre 2012
Los Angeles
LA, chi non ha mai sentito nominare
questa città. Immensa metropoli collocata sulla costa sud-ovest
degli Stati Uniti. Famosa per le spiagge e per Hollywood, la culla
del cinema americano. Giusto per non sbagliare come primo giorno ci
dedichiamo alle spiagge. Nel primo mattino la strada ci porta
attraverso le colline, un saliscendi colmo di tornanti ci immerge
nella zona di Malibù. Nota soprattutto per le ville sulle alte
colline, case di vip e gente danarosa. Bella spiaggia si, però
niente di eccezionale, comunque le case che danno sull'oceano sono
stupende, magari possederne una. Dopo una piccola pausa per ammirare
il panorama e per godersi un po' di sano sole californiano, ci
lasciamo trasportare dalla brezza marina giù fino a Santa Monica.
Altra spiaggia e anch'essa famosa per essere stata la protagonista
del telefilm Baywatch. Passeggiando sul molo osserviamo la gente
stesa sulla sabbia o che cammina sul bagnasciuga con l'oceano a
lambirgli i piedi. Miriadi di gabbiano volano in stormi alla ricerca
di cibo. Altra piccola sosta per mangiare, nella zona centrale di
Santa Monica, sulla pedonale con artisti di strada che ci allietano
con la loro musica e poi via di nuovo sospinti dal vento verso Venice
Beach. Il sole sta pian piano tramontando dando a tutto il paesaggio
una tonalità rossastra, quasi arancio. Li nel circo perenne di
skaters, piccoli venditori ambulanti e gente bizzarra, ci confondiamo
tra la folla, entrando nei vari negozietti e assaporiamo con
curiosità lo spirito ribelle di questa spiaggia. La sera lasciate le
valigie in albergo, facciamo due passi ad Hollywood Boulevar. Anche
qui di gente strana ce n'è molta, forse anche più pazza di quella
di Venice. Ora però è tardi, domani giornata dedicata totalmente al
cinema.
mercoledì 7 novembre 2012
La valle della morte
Death Valley. Già il nome non promette bene. Tappa obbligata da Las Vegas a Los Angeles è la visita ad una delle vallate più misteriose ed affascinanti d'America. Creatasi dallo spostamento di zolle terrestri e dal prosciugamento del lago che sorgeva al suo centro, questa valle è anche famosa per la sua torrida temperatura. Divisa in varie zone, da parti alti e parti molto basse, pensate che il centro di essa si trova ad un'ottantina di metri sotto il livello del mare, si candida come ottima tappa a livello escursionistico. Avendo poco tempo a disposizione siamo stati solo nei punti più famosi, compreso il fondo salato di essa. Una lunga camminata su una lunga lastra di sale, sotto i feroci raggi del sole. La temperatura era all'incirca di 33 gradi. E questo non e decisamente il periodo più caldo qui. Esperienza comunque magnifica, anche se c'ero già stato due anni fà è sempre bello ammirare queste meraviglie create dalla natura. La sera arrivati stanchi a Los Angeles, abbiamo optato per il relax più totale. Domani con calma inizieremo il tour della città.
Las Vegas baby
Il tragitto da San Diego a Las Vegas ci ha portato ad attraversare la famosa zona desertica del sud della California. Il sole cocente, le strade deserte e il paesaggio brullo, ci hanno accompagnato fino a sera tarda. Il silenzio e la solitudine provato in quei luoghi ci ha dato modo di perderci nei nostri pensieri e ha infuso su tutti noi un profondo stato di tranquillità. Varcato il confine con il Nevada, il paesaggio è cambiato di netto, il vuoto e il nulla che ci aveva circondato per tutta la giornata, ha lasciato spazio alle prime enormi insegne luminose ed ai primi casinò. Il culmine è stato quando siamo definitivamente entrati in città. Un esplosione di colori, casinò immensi, gente riversata sulle strade, frenetica, smaniosa di vincere. Per me e Michele non era la prima volta a Las Vegas, eravamo già stati due anni fà, quindi non è stato poi tanto scioccante il primo impatto con la città. Per gli altri invece si, almeno così credo, vedendo poi le loro espressioni e le facce sorprese e un pò spaesate per il fatto di trovarsi in una così strana città. Las Vegas si vive di notte, quindi lasciate le valigie in camera ci siamo catapultati nelle strade, entrando e uscendo dai casino attirati dalle loro luci sgargianti. Las Vegas è gioco d'azzardo, ovviamente abbiamo giocato, chi di roulette, chi di slot machine, chi di poker e di black jack. Di giorno un piccolo giro in città, giusto per avere la certezza che sia un vera città e non un miraggio notturno che si dissolve ogni sorgere del sole. Che dire ci siamo divertiti, abbiamo visto la Vegas moderna, sulla strip e la vecchia Vegas, nella zona di Fremont. Ce la siamo goduta in questo luna park per soli adulti. Ma adesso è ora di tornare alla realtà, fare le valigie e ripartire per la prossima ed ultima meta. Los Angeles.
Scusate il ritardo
Scusatemi se in questi ultimi giorni non ho aggiornato il blog, purtroppo quando siamo stati a Las vegas non avevamo internet e quindi non mi è stato possibile scrivere e mettere foto. Nel prossimo post farò un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni.
domenica 4 novembre 2012
Profondo sud
San Diego day two. E' bello svegliarsi col tepore dei raggi solari che entrano dalla finestra, distesi sul letto ammiriamo il sorgere di un nuovo giorno. Sulla bocca un piccolo sorriso, al pensiero di una nuova calda giornata californiana. Viste le spiagge non ci resta che visitare il centro vero e proprio della città. Prima però ci concediamo una piccola tappa a Coronado. Una sorta di isola. Ci si arriva percorrendo il famoso ponte a forma di boomerang, che la collega al centro di San Diego. Tra villette lussuose e grandi prati verdi, troviamo il Coronado Hotel, li hanno girato il film "A qualcuno piace caldo", con protagonista Marilyn Monroe. Anch'esso molto lussuoso, si affaccia ad una piccola spiaggia. Vista la splendida giornata di sole, ci siamo goduti un pò la brezza marina guardando le onde infrangersi sulla battigia. Poi su di nuovo in sella al nostro bianco destriero, lat nostra "piccola utilitaria" (in italia sarebbe un pò un problema trovare parcheggio con quest'auto) e via diretti in centro. Li senza pressa e senza un meta precisa, abbiamo vagato tra le vie. Negozi, ristoranti di ogni genere e tipo ci hanno accompagnato per il resto della giornata. Se devo dare un giudizio a questa città è sicuramente positivo. La gente cordiale, il clima splendido e la bellezza estetica di San Diego mi hanno veramente colpito. Domani Las Vegas ci aspetta, la città più pazza d'America.
sabato 3 novembre 2012
Dìa de los Muertos
San Diego. Oggi due novembre si festeggiano i morti in Messico e visto che siamo praticamente a confine, anche qui onorano i defunti. Ad Old Town giriamo per questo piccolo paese in stile puramente messicano in adornato dai tipici teschi ed a scheletri di vario tipo. Niente di macabro credetemi, anzi i teschi multicolori e gli scheletri vestiti anch'essi di colori sgargianti, creano un atmosfera abbastanza gioviale. Diciamo che loro onorano i loro morti in una sorta di festa allegra pur senza dissacrare la loro memoria. Inoltre è stato un pò strano essere si in America, ma sentirsi in pieno Messico. Tornando a ieri, siamo partiti molto presto la mattina, il tragitto era lungo e dovevamo assolutamente arrivare entro sera a San Diego. Percorrendo sempre la costa, l'oceano ci ha guidato verso la nostra meta. Le Alte coste frastagliate del sud di San Francisco hanno pian piano lasciato spazio alle spiagge sabbiose. Il tutto in maniere graduale, poco alla volta. Una breve sosta a Newport, nella contea di Orange Country e poi via spediti verso le ultime miglia che mancavano all'arrivo. Fortunatamente la prima notte siamo stati ospitati da amici dei genitori di Colin, un membro del nostro equipaggio, persone veramente ospitali e gentili. Ci hanno tolto il peso di trovare un alloggio e di raggiungerlo ad un ora tarda. Quindi torniamo ad oggi, San Diego ci accoglia la mattina con un sole splendente. Fa veramente caldo, finalmente, quindi via giubbotto e via felpa, sembra di essere tornati in estate. Visita d'obbligo ad Old Town, come vi avevo inizialmente spiegato e poi via verso le spiagge della california. Ocean Beach e Mission Beach, il paradiso dei surfisti. Gente sdraiata al sole, surfisti che cavalcano le grandi onde è questo lo spirito libero della città. Città fantastica, gente amichevole e sole cocente sono il mix giusto per il nostro fisico ormai zuppo della pioggia che ci ha perseguitato per giorni e giorni. Domani vedremo che altro ci riserva questa magnifica città, ma ora è ora di dormire, orami la stanchezza inizia a farsi sentire, ma noi teniamo duro, non molliamo. C'è ancora un mondo che ci aspetta li fuori e noi siamo pronti a scoprirlo.
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