mercoledì 31 ottobre 2012

Nord Beach


Museo della bit generation

Golden Gate


Veduta del ponte

Golden Gate Park


Statue nel parco

Go Giants!!!

'Frisco oggi è di un unico colore, arancio. Tra le strade serpeggia una striscia infinita di questo colore. Quando si dice il caso, siamo capitati qui appena dopo la finale delle World Series di baseball. Diciamo che è come la Champions League per noi, solo che si tratta di baseball e di sole squadre americane. I Giants, la squadra di San Francisco, ha vinto la finale e la città è tappezzata di bandiere, striscioni e gadget di ogni tipo. Addirittura gli autobus girano per le strade con la scritta go Giants sugli schermi che indicano le fermate. Qui il baseball, come il basket e il football, sono seguiti tantissimo e la città è in delirio. Stasera è prevista una parata per festeggiare i loro campioni, senza dimenticare che questa serà è pure Halloween. Ma torniamo ad oggi. Stanchi ormai del solito cemento e dei palazzoni, ci siamo concessi un immersione del verde sconfinato del Golden Gate Park. Il parco è immenso, tra giardini botanici, musei, laghetti ci si può tranquillamente passare una giornata intera. Anche giusto per ripulire un pò i polmoni dallo smog accumulato nei giorni precedenti. Inoltre in questo parco è iniziata la summer of love, una vera e proprio ribellione politica e culturale, legata al movimento hippie (qui ha San Francisco ha avuto il suo apice). Oggi è l'ultimo giorno a San Francisco e visto il poco tempo ancora a nostra disposizione, abbiamo dovuto fare le cose un pò in fretta. Una rapida tappa ai piedi del Golden Gate, il famosissimo ponte della città, giusto per fare due foto e poi dritti alla zona di Nord Beach. Al contrario di quello che sembra non è una spiaggia, anzi è un quartiere abbastanza centrale, la sua caratteristica maggiore è che è stato la culla della Bit Generation. Altro movimento colturale o meglio anti-culturale vista la sua vena anarchica al di fuori degli schemi classici. Li per me era d'obbligo una visità al museo ad essa dedicato. Avendo letto libri di Jack kerouac e William Burroughs, ero curioso di vedere un museo a loro dedicato. Per finire quel poco che ci rimaneva della giornata abbiamo girato un pò per le strade di Chinatown e provato l'ebrezza di fare la strada più tortuosa del mondo, nella zona di Russian Hill. Stasera andremo a festeggiare i Giants con il resto della città, quindi vi saluti perchè tra un pò si parte....


Fisherman


Leoni marini sul molo

Alcatraz


L'isola fortezza

San Francisco second round

"Alcatraz. Il battello si avvicina lentamente al molo. Il cielo grigio e la nebbia mattutina rendono tutto molto surreale. Siamo in molti stipati nella piccola nave, facce stanche, facce indurite dalla vita. Siamo feccia, lo scarto della società. Poggiati i piedi sul molo do un ultimo sguardo a 'Frisco. La città mi mostra il suo volto duro, quasi a giudicarmi, a condannarmi. Sono feccia. Gli do un ultimo saluto con un gesto della mano. Ciao, addio forse. Probabilmente non ti rivedrò più. In fila indiana, con manette ai piedi e alle caviglie, ci scortano dentro la fortezza, the rock. Passiamo sotto il corridoio d'entrata e conto i passi che mancano alla piccola porta della prigione. Sono gli ultimi passi che farò da uomo libero. Non so se pentirmi per quello che ho fatto, ormai è troppo tardi, ormai non mi importa più. Ormai sono dentro alla fortezza.."

Tranquilli non è sicuramente il riassunto della nostra giornata, ma è solo una breve storia che ho voluto scrivere tenedo conto delle sensazioni che ho provato durante la visita al carcere di Alcatraz. Un esperienza molto forte. La visita è stata particolarmente interessante. Seguendo fedelmente la nostra audio guida abbiamo veramente vissuto una storia. Girando tra i lunghi corridoi, sbirciando tra le celle chiuse, ci siamo sentiti un pò tutti come vecchi carcerati dell'epoca. Le ore sono volate per noi la dentro, al contrario sicuramente di chi è stato realmente detenuto in quella prigione. Alcune cose poi mi sono rimaste impresse nella mente e lo saranno per sempre. Una su tutte il cortile dove i detenuti si godeva le poche ore d'aria a loro concesse. Dalla alta gradinata si riesce a scorgere, oltre le alte mura, la città. Questo mi ha fatto pensare a come, forse, i carcerati sedessero sui gradini e guardassero sognanti la libertà. Libertà che era così vicina, quasi da toccarla, ma così inarrivabile. Altra cosa che mi ha impressionato sono state le misure veramente ridotte delle celle e le celle di isolamento. Quest'ultime strette e buie, saranno state sicuramente un agonia per chi ha avuto a sfortuna di finirci dentro. Finita la visita e risaliti in traghetto, abbiamo volto lo sguardo verso la piccola isola che pian piano diventava sempre più piccola.  E un pò alla volta, quel senso di pesantezza che avevamo nell'animo è scemato sempre di più, respirando così a pieni polmoni la ritrovata libertà. Il resto della giornata l'abbiamo passato nella zona di Fisherman, al porto. Li tra negozi di souvenir, ristornati di pesce e leoni marini, si c'erano i leoni marini nel molo, abbiamo vagato per ore e ore.

martedì 30 ottobre 2012

Zona Civic Centre


City Hall

Downtown


Tipico tram di San Francisco

California

Ebbene si siamo in California. Varcato il confine ci siamo stabiliti nella città più europea d'America, San Francisco. Dopo un primo sconforto iniziale, vista la permanenza di maltempo anche in questa regione, la fortuna ci ha sorriso ed è uscito il sole. Non vi dico la soddisfazione di uscire fuori senza giubbotto e sentire i caldi raggi di sole che ti scaldano. Rinfrancati e pieni d'energia ci siamo diretti verso il centro di 'Frisco. Non so se per via del bel tempo o dello spirito solare della città, ma girare per le strade affollate è uno spettacolo. Sembra quasi di essere dalla parte opposta del mondo rispetto a dov'eravamo ieri. Girando dalle parti di Soma, quartiere artistico della città, ci concediamo un paio d'ore dal sapore culturale, visitando il MOMA. Il museo di arte moderna.Alcuni di noi nel frattempo hanno visitato i parchi circostanti. Il resto della giornata è passato passeggiando tra le strade di 'Frisco, giusto per assaporare appieno, quasi a voler respirare a pieni polmoni, il suo spirito libero. Dimenticavo che nella zona di Downtown corrono i tipici tram di San Francisco. Questi piccoli mezzi di trasporto si arrampicano sulle ripide salite che portano alla zona del porto, su a Fisherman. Altra particolarità di essi è che puoi restare in piedi, su apposite pedane situate ai lati, appeso ad appositi pali e fare così tutto il percorso fino a destinazione. La sera una cena veloce nella zona del porto e poi a letto. Domani sveglia abbastanza presto perchè abbiamo prenotato la visita ad Alcatraz. Notte...

lunedì 29 ottobre 2012

Sulla West Coast 02


California

Sulla West Coast


Il nostro fido mezzo di trasporto

Attraversando la "wild" America

Sarà che siamo in viaggio e ci concentriamo solo sui nostri obbiettivi, quindi il tempo è poco per guardare Tv e telegiornali vari. Viaggiamo attraverso la west coast incuranti del fatto che era in atto un preallarme tsunami, causato dal terremoto avvenuto in Canada. Cavolo pochi giorni fa eravamo in Canada... Poi se non bastasse in questi giorni l'uragano Sandy sta imperversando tra New York e lo stato del New Jersey. Disastri naturali ci circondano ma fortunatamente sono talmente lontani da non darci preoccupazioni. Comunque il nostro viaggio continua tranquillo e sereno. Ieri il nostro spostamento più lungo, Portland - San Francisco, 1000 e passa chilomentri tra meravigliose coste (Si ragazzi oceano finalmente) e boschi imperiosi. Anche se non siamo riusciti ad entrare in uno dei parchi nazionali di sequoie giganti, ne abbiamo viste parecchie per la strada. Ora siamo a San Francisco, tra poco comincia l'esplorazione della città, quindi vi saluto abbiamo una missione da compiere....

sabato 27 ottobre 2012

Giardino cinese


Piccola oasi in centro

Giardino giapponese


Veduta dall'interno del giardino

Portland

Oramai la pioggia è diventata un ossessione, sono giorni che ci perseguita. Praticamente da quando è iniziato il nostro viaggio ha quasi sempre piovuto. Oggi tanto per cambiare l'acqua è scesa costante per tutta la giornata, passando da momenti in cui cadeva solo qualche goccia sottile a vere e proprie secchiate. Un pò sconsolati dal tempo siamo saliti in macchina impostando il navigatore sulla prima tappa della giornata, il giardino giapponese. Arrivati in questa oasi di verde situata in centro città, ci siamo inoltrati nel sentiero che porta all'entrata di esso, attraversando una sorta di bosco. Passando tra gli alti alberi, con la pioggia che cadeva costante, pareva quasi di attraversare una foresta pluviale in miniatura, la pace e la quiete che ci circondava ti dava un senso di benessere spirituale. Entrati nei giardini, questa sensazione aumentava man mano che avanzavamo tra i sentieri. Piccoli stretti sentieri che serpeggiavano tra piante esotiche, laghetti e improvvise cascate. Veramente stuprendo, peccato solo che la pioggia insistente rovinava un pò questo stato di pace interiore. Tornati verso il centro più urbano, cioè nella zona con edifici e palazzi, abbiamo optato per un breve giro nel mercato, mercato che si svolge solo il sabato a Portland. Girando per le bancarelle di ogni tipo, si respirava aria di festa paesana, tra artisti di strada e stand gastronomici esotici. Dopo una meritata pausa pranzo, ci siamo diretti verso una altro famoso giardino della città. Il giardino cinese. Simile a quello di Vancouver, però leggermente più grande e con qualche piccola chicca in più per la mia nota passione fotografica. Mi sono veramente sbizzarrito con la mia fida macchina fotografica, anche se dopo una breve tregua del tempo, ha ripreso a piovere. Come concludere al meglio la giornata se non con un giro per la via bohemien di Portland. Tra negozietti di ogni genere, da quelli etnici ai negozi vintage e di costumi per Halloween, ce la siamo spassata in mezzo a questo carnevale di generi. Saremo stati poco a Portland però tutto sommato in una giornata, con l'aggravante poi anche del tempo pessimo, siamo riusciti a vedere molto e ci siamo pure divertiti. Domani si riparte verso sud, sarà il tragitto più lungo di tutto il viaggio, 1000 chilometri circa fino a San Francisco. Ma questa è un altra storia e ve la racconterò domani, quindi notte a tutti....

La baia dei pirati


Canon Beach

Astoria



Stazione di polizia usata nel film ora museo

Verso Portland

Lasciamo Seattle ancora addormentata e immersa nel buio, sono le sei ed è ora di andare in areoporto a ritirare la macchina, che ci accompagnerà durante il resto del viaggio. Caricate le valigie in questo bolide americano, imbocchiamo la highway e man mano che ci allontaniamo dalla città ci inoltriamo sempre di più nei boschi, diritti dentro alla natura selvaggia. Prima di arrivare a Portland abbiamo ancora qualche incarico da compiere. Primo su tutti è dare un saluto a Jimmi. Poco a sud di Seattle, nella cittadina di Renton, si trova un mausoleo. Li riposa uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, Jimmi Hendrix. Il cielo è grigio ed un velo di pioggia ci circonda quando arriviamo al cimitero, come è successo il giorno prima per la tomba di Bruce Lee. Sembra quasi che il cielo pianga ancora le stelle che ha perso, è veramente strano trovarsi in questi posti con la pioggia, diventa tutto molto malinconico, triste, anche se penso che al contrario loro in questo momento ci stanno sorridendo lassù da qualche parte nel cielo. Seconda tappa Aberdeen, la città natale del cantante dei Nirvana Kurt Cobain, lui stesso morto giovane. Di lui purtroppo non esiste la tomba, quasi la totalità delle sue ceneri è stata sparsa nel fiume ad Aberdeen. La cittadina è abbastanza anonima, la tipica città di periferia americana. Siamo già a metà giornata ma non è ancora ora di Andare a Portland, la nuova tappa è Astoria. Passato il ponte che collega lo stato di Washington all'Oregon, arriviamo in questa bella cittadina di pescatori, caratterizzata da casette di legno che si arrampicano sulle colline circostanti. Questa è anche la città dove è stato girato il film "I Goones". Girando per le sue strade, passando davanti alle location del film, mi è parso di ritornare bambino, ricordando con gioia i posti che avevo visto in quel film, che amavo tanto da piccolo. Inoltre la città è molto bella, piccola si però molto particolare. A pochi chilometri da Astoria ci siamo fermati anche a Canon Beach, una spiaggia dallo spettacolare panorama e anch'essa presente nel film di cui vi parlavo prima. Guardando le rocce sommerse all'orizzonte mi aspettavo quasi di veder comparire la mitica nave pirata di Willy l'orbo. Verso sera siamo arrivati alla nostra destinazione finale. Domani vedremo cosa Portland ha da offrirci.

Seattle 02



Capital Hill - statua di Jimi Hendrix

giovedì 25 ottobre 2012

Dall'alto


Seattle dallo Space Needle

Torre panoramica


Space Needle

Seattle

Scusate il ritardo, la stanchezza ogni tanto fa brutti scherzi. Ieri proprio non riuscivo a scrivere nulla, il cervello era come addormentato. Quindi riassumo qui le due giornate di Seattle.

"Vieni come sei, come eri
Come voglio che tu sia
Come un amico, come un amico, come un vecchio nemico"
                                                                                                           
                                                                                          Nirvana

Come iniziare se non con le parole di una delle band che ha più caratterizzato la città di Seattle, il simbolo di un genere "il Grunge" e di una generazione nata nei primi anni novanta e spentasi presto. Anche se sono passati anni aleggia ancora nell'aria quello spirito ribelle e un pò eccentrico di quel periodo. Diciamo che in un primo momento è stato scioccante il passaggio da Vancouver a Seattle, anche per questo motivo. Trovarsi questa gente "strana" che gira per la città, ci ha un pò destabilizzato, sopratutto per chi non era mai stati prima in America. Però tutto sommato questa è l'anima del posto, è il carattere di Seattle. Il primo giorno abbiamo girovagato per il centro, passando anche per il mercato cittadino. Anche li non mancavano i tipi strani, particolari, ma tranquilli per niente pericolosi. E' un eterno carnevale, un girotondo di maschere caratteristiche, dove troviamo l'artista di strada, che racconta la sua storia, il pescivendolo che attira i clienti in una sorta di cabaret. Il barbone che chiede qualche dollaro per mangiare, i ragazzi capelloni con la classica camicia di flanella a quadratoni, tipica del periodo Grunge, che ricordano gli anni che furono. E molti altri ancora. Non poteva mancare poi la visita al monumento più famoso di Seattle, il simbolo della città, lo Space Needle. La torre panoramica ci mostra, arrivati in cima, una visuale dall'alto a 360 gradi della città. Per concludere la prima giornata, un salto al Crocodile, uno dei locali storici, ancora esistenti, simbolo del periodo Grunge. Il secondo giorno, ci siamo un pò diviso, in modo che i vari gruppetti riuscissero a vedere ciò che gli interessava di più. Tra il Music Experience Project, il Fly Museum, il cimitero cittadino con le tombe di Bruce e Brandon Lee e shopping vario, abbiamo riempito anche questa giornata. Domani prenderemo la macchina ed inizierà così il vero viaggio on the road. La prima tappa sarà Portland. 

martedì 23 ottobre 2012

Yaletown


In centro

Granville Island


Veduta dall'attracco dell'acqua bus

Vancouver goodbye

Ultimo giorno a Vancouver, la prima tappa del nostro viaggio e ormai quasi passata. L'entusiasmo del giorno precedente e la speranza di un altra giornata di sole, si spegne già in principio quando ci alziamo dal nostro comodo letto. Nuvole grigie e pioggerellina costante salutano il nostro risveglio con il loro dispettoso ghigno. La temperatura, bassa, non fa altro che incrementare la nostra poca voglia di uscire di casa. Solo la voglia di vedere e scoprire cose nuove di Vancouver, ci dà la carica giusta per ributtarci in strada. Domani saremo a Seattle, negli Usa, quindi era d'obbligo andare a controllare gli orari dell'autobus alla stazione centrale. Sbrigate le pratiche burocratiche di rito, ci dirigiamo verso il museo della scienza, la sua forma insolita (una specie di enorme pallone) è stata la protagonista di molte nostre foto, peccato solo che il prezzo d'ingresso era un pò troppo alto. Quindi niente museo, passiamo ad altro, la città è grande e ce ne sono di cose da vedere. Presa li vicino una barchetta e dico barchetta perchè era veramente piccolissima, ci siamo spostati nella zona di Granville Island. Una piccola penisola, caratterizzata sopratutto da negozietti e un mercato. Ai nostri occhi si è presentata come una tipica città scandinava, girare tra le sue stradine sotto la pioggia e con l'aria fredda che ci soffiava contro, ci ha fatto per un attimo dimenticare di essere in Canada. Il resto della giornata e passato vagando per le strade del centro, entrando e uscendo da negozietti di souvenir, per spendere gli ultimi dollari canadesi. Come ho già detto domani lasceremo Vancouver e il Canada, a volte il tempo è tiranno, soprattutto in questo tipo di viaggi. Vorremo sempre avere più tempo, oppure che esso non passi proprio, ma il viaggio continua e molte altre avventure ci aspettano, molti altri posti da vedere. Comunque resterà sempre nelle nostre memorie un ricordo stupendo di questo posto. Il Canada è veramente uno splendido paese, la gente è amichevole e molto disponibile. C'è tanto verde è la città ha un fascino particolare. Allora arrivederci Vancouver e non ti dico addio perchè mi piacerebbe un giorno tornare a farti visita, ora è il momento di ripartire, l'avventura continua.....

lunedì 22 ottobre 2012

Stanley Park seconda parte


Totem

Stanley Park


Statue nel parco

Capilano


Vicino al ponte

Vancouver nord


Capilano Bridge

Vancouver secondo round

Finalmente il sole, che bello alzarsi la mattina, guardare fuori dalla finestra e sentire i caldi raggi che ti accarezzano il viso. Il paesaggio cambia, la luce trasforma tutto, si accendano i colori e si fa strada il buonumore. Usciamo di casa tutti sorridenti, per niente assonnati, anzi carichi di energia e pronti per una nuova giornata a Vancouver. La destinazione è già decisa, quindi ci dirigiamo verso il ponte di Capilano. Il ponte in questione si trova in una zona boscosa nella parte nord della città. Sospeso a 70 metri d'altezza, collega due vallate, sotto di esso scorre un fiume. Ovviamente non c'è solo quello da vedere, intorno ad esso hanno costruito un complesso di sentieri sospesi, tra le vallate e gli alberi. Un esperienza veramente unica, immersi nella natura, affascinati da tutte queste cose nuove per noi e però anche un pò impauriti durante i passaggi attraverso questi ponti sospesi. Quando ti trovi a quelle altezze, su una passerella di legno, tenuta su da cavi d'acciaio, non molto stabile, ti da una botta di adrenalina incredibile. Tranquilli sono sicuri al cento per cento, solo che oscillano parecchio e hai sempre un pò di paura di cadere. Addirittura il ponte di Capilano oscilla oltre che per il passaggio delle persone, anche per la spinta del vento e quando sei al centro di esso e sotto di te hai 70 metri e vedi il fiume che scorre impetuoso, le gambe iniziano a tremare, poi guardi gli altri e capisci che stanno provando le stesse tue emozioni, allora scoppi a ridere e capisci che forse ti stai preoccupando troppo. Il bello del viaggio è anche questo, condividere emozioni con i tuoi amici, entrare in sintonia con loro e con l'ambiente che ti circonda. Finito il tour, un panino al volo e poi bus navetta (gratuito eh vaiii) fino allo Stanley Park. Il bello di questa città è anche la quantità di verde che circonda e soprattutto si insinua all'interno della città. Il parco ci accoglie con un viale delimitato da alberi rossi/rosa. Incredibile pare quasi di essere in Giappone durante la stagione della fioritura dei ciliegi. Sugli alberi e per terra è tutto rosa che a contrasto con il verde splendente dell'erba, crea un effetto tipo paese delle meraviglie. Niente come la natura è in grado di creare cose cosi meravigliose. Il sentiero continua costeggiando un insenatura dove si trova un piccolo porto con annesso attracco di barche, ci troviamo così con il bosco sulla sinistra e il mare sulla destra, terra e acqua e noi nel mezzo. In fondo al parco hanno sistemo dei totem, sono delle repliche di quelli che realizzavano gli indiani che abitavano la zona in tempi antichi. Questi pezzi di legno lavorati, raffiguranti animali tra cui aquile, lupi, orsi, tutti animali sacri per i nativi e dai colori sgargianti spuntano dal terreno come funghi giganti. Servono come monito, per ricordare ai visitatori e anche agli abitanti che una volta questa terra apparteneva ai nativi, questo lo dico io e magari è una mia speranza e so che invece sono li come pura attrazione turistica, tutto è una vetrina tutto è business e intanto calpestiamo le loro tradizioni, la loro religione. Stremati dalla lunga camminata, dopo una cena dai sapori orientali, torniamo al nostro appartamento per un meritato riposo. Notte a tutti, ci risentiamo domani per nuove emozionanti avventure.

Vista dall'alto di Vancouver


Vista dalla torre panoramica

Zona del Porto


Orologio a Vapore

Chinese Garden


Giardino cinese - Chinese Garden

Secondo giorno a Vancouver

La mattina veniamo svegliati dal ticchettio della pioggia che batte sul tetto. Il cielo è grigio, le nuvole sono cariche d'acqua. Si prospetta una giornata all'insegna del mal tempo, quindi ancora assonnati e un pò sconsolati ci prepariamo ad uscire. Destinazione Chinatown, visto che il quartiere in questione è vicino al nostro appartamento e non vogliamo bagnarci troppo. Col passare delle ore il tempo sembra migliorare, timidi raggi di sole, ogni tanto, fanno capolino e accendono gli splendidi colori autunnali che circondano la città. Decidiamo di visitare il giardino cinese, un piccolo quadrato di verde circondato da alte mura. Tra laghetti, piante di vario tipo e tipici manufatti asiatici, ci immergiamo in questo stralcio dai sapori orientali, quasi che l'entrata di esso sia l'ingresso di un piccolo universo parallelo. Dopo di ché, ci rituffiamo tra i palazzoni e la pioggia torna prepotentemente a farsi sentire. Troviamo riparo in un pub, con l'occasione pranziamo pure. Dopo un pò il tempo ci dà una tregua, continua così il nostro pellegrinaggio tra le trade di Vancouver, questo ci porta nella zona del porto, li ci accoglie il famoso orologio a vapore, una delle attrazioni della città, che con i suoi sbuffi di fumo bianco scandisce le ore ed attira i turisti. Li vicino, seguendo il consiglio dataci dalla cameriera del pub, prendiamo il traghetto. Arrivati alla zona di Lonsdale, li passeggiamo incantati nel piccolo parco che da sul mare, gli alberi dalle varie tonalità di rosso, rosa e giallo, colori tipici d'autunno, ci circondano. La visuale è veramente stupenda. Nella zona si trova anche un mercato al coperto, entrati ci siamo persi nei vari corridoi, tra le bancherelle di ogni tipo, dagli alimenti, frutta e verdura dai colori sgargianti ai souvenir e piccoli ristoranti. Ripreso il traghetto, siamo tornati alla zona del porto. Li a due passi ci appare la torre panoramica di Vancouver. L'ascensore supersonico, scherzo ma comunque era veramente veloce, ci porta sulla cima della torre, li la vista a 360 gradi della città è mozzafiato. Restiamo li un bel pezzo, girando a torno continuamente e scattando miriadi di foto. Esausti torniamo verso casa. Un breve stop in un pub per la cena e poi dritti al nostro appartamento. Purtroppo il fuso orario ci da ancora noie però spero che già da domani il nostro fisico risenta meno di questo. A domani allora. Notte.

domenica 21 ottobre 2012

Finalmente arrivati

Sono le cinque e mezza, fuori il buio la fa ancora da padrona, assonnati per le poche ore di sonno ci accingiamo a raggiungere l'aereoporto. La nebbia fitta non aiuta ed il tragitto è lento ed anche un pò surreale. Sbrigate le pratiche d'imbarco, saliamo sul primo aereo ed il viaggio inizia. La traversata fino a Vancouver non è delle migliori, tra aerei un pò datati e scali non previsti, il tutto si fa estremamente pesante. Senza contare poi che andando nove ore indietro di fuso orario, il sole non ci abbandona mai per tutto il giorno. Sono le sette dell'ora locale quando mettiamo finalmente piede a Vancouver, le quattro di notte dell'ora italiana, praticamente abbiamo viaggiato per un intera giornata. Riunitisi con i due, Colin e Federica, che avevano preso un aereo diverso, siamo saliti in un taxi che ci ha portato in appartamento. Una cena veloce in un ristorante a base di cucina asiatica, molto piccante e poi ritorno in appartamento. Domani inizia la vera avventura, con la prima visita alla città.


lunedì 8 ottobre 2012

Equipaggio 02

I membri dell'equipaggio parte 2



Colin


Gianfranco

Equipaggio 01

I membri dell'equipaggio parte 1



Michele 
autista, organizzatore


Marco
organizzatore, fotografo, curatore del blog

giovedì 4 ottobre 2012

Ci siamo quasi...

Ancora poco più di due settimane e finalmente si parte. E' un pò di tempo che non aggiorno il blog, questo perchè non ci sono state novità rilevanti. L'ultima volta avevo scritto che forse si aggiungeva un elemento nuovo all'equipaggio, purtroppo non sarà così, il tipo ha dovuto rinunciare. Quindi restiamo in sei. Per il resto c'è stata la famosa cena dove abbiamo conosciuto la nostra nuova compagna di viaggio Federica. Prossimamente ci ritroveremo per le foto. Che altro dire, siamo pronti o almeno speriamo di esserlo... si dai siamo pronti e anche molto carichi per questa avventura. La news dell'ultimo secondo è che vista l'impossibilità di portare la videocamera (Canon xl1) in America, questione di spazio e peso, mi sono deciso di fare un piccolo upgrade del mio equipaggiamento. Mi sono deciso ed ho finalmente preso un telecamera adatta al nostro tipo di viaggi. Molto compatta, ma dalle ottime prestazioni. Qui sotto posterò anche un video che mostra le potenzialità di essa.



Mi raccomando continuate a seguirci e dal 20 di ottobre saremo in diretta dagli USA, quindi se vi interessa seguiteci pure, a noi sicuramente farà piacere, se no non preoccupatevi. Come ho sempre detto questo blog lo faccio sopratutto per noi e per i nostri amici che ci seguono, se poi altra gente si interessa e ci segue tanto meglio no?