lunedì 12 novembre 2012

Titoli di coda

Il viaggio è oramai finito. Sono già due giorni che sono tornato a casa. Purtroppo anche a Los Angeles abbiamo avuto problemi a trovare una connessione ad internet, quindi mi ritrovo ora a scrivere le ultime due giornate di viaggio. Forse non è poi così tragica la cosa, visto che adesso, con il senno di poi e senza la stanchezza accumulata in quei giorni, riesco ad avere una visione più chiara del tutto. Ora sono in camera, ogni tanto sbircio dalla finestra. Fuori il tempo è grigio, il vento e la pioggia la fanno da padrona. Con un velo di malinconia ricordo il tepore del sole californiano. Ma ora torniamo indietro nella memoria agli ultimi due giorni a Los Angeles. Il secondo giorno in città è stato dedicato interamente al cinema, come vi avevo già accennato nel post precedente, con la visita agli Universal Studios. Anche se io e Michele ci eravamo già stati, la visita è stata comunque esaltante, poi contrariamente alla scorsa visita, questa volta siamo arrivati la mattina presto avendo così a disposizione tutta la giornata. Tra spettacoli e giri in giostra si è fatto presto sera. Unica nota dolente, il tempo, praticamente ha piovuto quasi tutto il giorno, rovinando un pò così l'atmosfera sognante trasmessa dal parco. Comunque ci siamo divertiti lo stesso, è stata un ottima giornata. Che altro restava da fare a Los Angeles? Ah si il tour a Hollywood. Ultimo giorno, il tempo che rimane è poco e la stanchezza è molta. Si decide così per il tour che da Hollywood porta, tramite piccoli furgoni scoperchiati, alle colline dorate di Beverly Hills e Bell Air, passando per luoghi apparsi nei film, locali famosi etc.. A parte l'aria un pò troppo fresca patita sul furgone, è stata anche questa una gita interessante. Il resto della giornata, volendo un pò di relax, era destinato ad un giro in spiaggia. Così è stato, anche se arrivati a  Venice Beach si è alzato un forte vento, che ha reso quasi impossibile camminare per il lungo mare e non vi dico quando poi è sceso il sole... Ok il viaggio è finito qua, ora torniamo alle nostre vite, alla nostra casa, alla realtà. Ci sono stati bei momenti, tanti e anche momenti meno belli. Abbiamo riso, ci siamo arrabbiati, a volte addirittura avremo voluto essere da qualche altra parte. Questi venti giorni li abbiamo vissuti e nei nostri ricordi resteranno solo i bei momenti vissuti, almeno lo spero. Io poi penso che ogni viaggio ti faccia un pò crescere dentro, sicuramente per me è così, chissà se anche per gli altri è lo stesso... Non mi resta che salutarvi, che sia un arrivederci o un addio non lo so, vedremo il prossimo anno cosa ci riserverà il futuro...

venerdì 9 novembre 2012

Venice Beach


Skate park sulla spiaggia

Santa Monica


Baywatch

Los Angeles


LA, chi non ha mai sentito nominare questa città. Immensa metropoli collocata sulla costa sud-ovest degli Stati Uniti. Famosa per le spiagge e per Hollywood, la culla del cinema americano. Giusto per non sbagliare come primo giorno ci dedichiamo alle spiagge. Nel primo mattino la strada ci porta attraverso le colline, un saliscendi colmo di tornanti ci immerge nella zona di Malibù. Nota soprattutto per le ville sulle alte colline, case di vip e gente danarosa. Bella spiaggia si, però niente di eccezionale, comunque le case che danno sull'oceano sono stupende, magari possederne una. Dopo una piccola pausa per ammirare il panorama e per godersi un po' di sano sole californiano, ci lasciamo trasportare dalla brezza marina giù fino a Santa Monica. Altra spiaggia e anch'essa famosa per essere stata la protagonista del telefilm Baywatch. Passeggiando sul molo osserviamo la gente stesa sulla sabbia o che cammina sul bagnasciuga con l'oceano a lambirgli i piedi. Miriadi di gabbiano volano in stormi alla ricerca di cibo. Altra piccola sosta per mangiare, nella zona centrale di Santa Monica, sulla pedonale con artisti di strada che ci allietano con la loro musica e poi via di nuovo sospinti dal vento verso Venice Beach. Il sole sta pian piano tramontando dando a tutto il paesaggio una tonalità rossastra, quasi arancio. Li nel circo perenne di skaters, piccoli venditori ambulanti e gente bizzarra, ci confondiamo tra la folla, entrando nei vari negozietti e assaporiamo con curiosità lo spirito ribelle di questa spiaggia. La sera lasciate le valigie in albergo, facciamo due passi ad Hollywood Boulevar. Anche qui di gente strana ce n'è molta, forse anche più pazza di quella di Venice. Ora però è tardi, domani giornata dedicata totalmente al cinema.

mercoledì 7 novembre 2012

Death Valley 02


Fondo salato

Death Valley


Animali nel deserto

La valle della morte

Death Valley. Già il nome non promette bene. Tappa obbligata da Las Vegas a Los Angeles è la visita ad una delle vallate più misteriose ed affascinanti d'America. Creatasi dallo spostamento di zolle terrestri e dal prosciugamento del lago che sorgeva al suo centro, questa valle è anche famosa per la sua torrida temperatura. Divisa in varie zone, da parti alti e parti molto basse, pensate che il centro di essa si trova ad un'ottantina di metri sotto il livello del mare, si candida come ottima tappa a livello escursionistico. Avendo poco tempo a disposizione siamo stati solo nei punti più famosi, compreso il fondo salato di essa. Una lunga camminata su una lunga lastra di sale, sotto i feroci raggi del sole. La temperatura era all'incirca di 33 gradi. E questo non e decisamente il periodo più caldo qui. Esperienza comunque magnifica, anche se c'ero già stato due anni fà è sempre bello ammirare queste meraviglie create dalla natura. La sera arrivati stanchi a Los Angeles, abbiamo optato per il relax più totale. Domani con calma inizieremo il tour della città.

Vegas parte vecchia


Fremont

La città dei balocchi


Casino Bellagio

Las Vegas baby

Il tragitto da San Diego a Las Vegas ci ha portato ad attraversare la famosa zona desertica del sud della California. Il sole cocente, le strade deserte e il paesaggio brullo, ci hanno accompagnato fino a sera tarda. Il silenzio e la solitudine provato in quei luoghi ci ha dato modo di perderci nei nostri pensieri e ha infuso su tutti noi un profondo stato di tranquillità. Varcato il confine con il Nevada, il paesaggio è cambiato di netto, il vuoto e il nulla che ci aveva circondato per tutta la giornata, ha lasciato spazio alle prime enormi insegne luminose ed ai primi casinò. Il culmine è stato quando siamo definitivamente entrati in città. Un esplosione di colori, casinò immensi, gente riversata sulle strade, frenetica, smaniosa di vincere. Per me e Michele non era la prima volta a Las Vegas, eravamo già stati due anni fà, quindi non è stato poi tanto scioccante il primo impatto con la città. Per gli altri invece si, almeno così credo, vedendo poi le loro espressioni e le facce sorprese e un pò spaesate per il fatto di trovarsi in una così strana città. Las Vegas si vive di notte, quindi lasciate le valigie in camera ci siamo catapultati nelle strade, entrando e uscendo dai casino attirati dalle loro luci sgargianti. Las Vegas è gioco d'azzardo, ovviamente abbiamo giocato, chi di roulette, chi di slot machine, chi di poker e di black jack. Di giorno un piccolo giro in città, giusto per avere la certezza che sia un vera città e non un miraggio notturno che si dissolve ogni sorgere del sole. Che dire ci siamo divertiti, abbiamo visto la Vegas moderna, sulla strip e la vecchia Vegas, nella zona di Fremont. Ce la siamo goduta in questo luna park per soli adulti. Ma adesso è ora di tornare alla realtà, fare le valigie e ripartire per la prossima ed ultima meta. Los Angeles.

Scusate il ritardo

Scusatemi se in questi ultimi giorni non ho aggiornato il blog, purtroppo quando siamo stati a Las vegas non avevamo internet e quindi non mi è stato possibile scrivere e mettere foto. Nel prossimo post farò un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni.

Deserto Californiano


Verso Las Vegas

domenica 4 novembre 2012

San Diego


Il centro

Coronado


Veduta del porto

Profondo sud

San Diego day two. E' bello svegliarsi col tepore dei raggi solari che entrano dalla finestra, distesi sul letto ammiriamo il sorgere di un nuovo giorno. Sulla bocca un piccolo sorriso, al pensiero di una nuova calda giornata californiana. Viste le spiagge non ci resta che visitare il centro vero e proprio della città. Prima però ci concediamo una piccola tappa a Coronado. Una sorta di isola. Ci si arriva percorrendo il famoso ponte a forma di boomerang, che la collega al centro di San Diego. Tra villette lussuose e grandi prati verdi, troviamo il Coronado Hotel, li hanno girato il film "A qualcuno piace caldo", con protagonista Marilyn Monroe. Anch'esso molto lussuoso, si affaccia ad una piccola spiaggia. Vista la splendida giornata di sole, ci siamo goduti un pò la brezza marina guardando le onde infrangersi sulla battigia. Poi su di nuovo in sella al nostro bianco destriero, lat nostra "piccola utilitaria" (in italia sarebbe un pò un problema trovare parcheggio con quest'auto) e via diretti in centro. Li senza pressa e senza un meta precisa, abbiamo vagato tra le vie. Negozi, ristoranti di ogni genere e tipo ci hanno accompagnato per il resto della giornata. Se devo dare un giudizio a questa città è sicuramente positivo. La gente cordiale, il clima splendido e la bellezza estetica di San Diego mi hanno veramente colpito. Domani Las Vegas ci aspetta, la città più pazza d'America.

sabato 3 novembre 2012

Ocean Beach


Surfisti

Old Town


Teschi Messicani

Dìa de los Muertos

San Diego. Oggi due novembre si festeggiano i morti in Messico e visto che siamo praticamente a confine, anche qui onorano i defunti. Ad Old Town giriamo per questo piccolo paese in stile puramente messicano in adornato dai tipici teschi ed a scheletri di vario tipo. Niente di macabro credetemi, anzi i teschi multicolori e gli scheletri vestiti anch'essi di colori sgargianti, creano un atmosfera abbastanza gioviale. Diciamo che loro onorano i loro morti in una sorta di festa allegra pur senza dissacrare la loro memoria. Inoltre è stato un pò strano essere si in America, ma sentirsi in pieno Messico. Tornando a ieri, siamo partiti molto presto la mattina, il tragitto era lungo e dovevamo assolutamente arrivare entro sera a San Diego. Percorrendo sempre la costa, l'oceano ci ha guidato verso la nostra meta. Le Alte coste frastagliate del sud di San Francisco hanno pian piano lasciato spazio alle spiagge sabbiose. Il tutto in maniere graduale, poco alla volta. Una breve sosta a Newport, nella contea di Orange Country e poi via spediti verso le ultime miglia che mancavano all'arrivo. Fortunatamente la prima notte siamo stati ospitati da amici dei genitori di Colin, un membro del nostro equipaggio, persone veramente ospitali e gentili. Ci hanno tolto il peso di trovare un alloggio e di raggiungerlo ad un ora tarda. Quindi torniamo ad oggi, San Diego ci accoglia la mattina con un sole splendente. Fa veramente caldo, finalmente, quindi via giubbotto e via felpa, sembra di essere tornati in estate. Visita d'obbligo ad Old Town, come vi avevo inizialmente spiegato e poi via verso le spiagge della california. Ocean Beach e Mission Beach, il paradiso dei surfisti. Gente sdraiata al sole, surfisti che cavalcano le grandi onde è questo lo spirito libero della città. Città fantastica, gente amichevole e sole cocente sono il mix giusto per il nostro fisico ormai zuppo della pioggia che ci ha perseguitato per giorni e giorni. Domani vedremo che altro ci riserva questa magnifica città, ma ora è ora di dormire, orami la stanchezza inizia a farsi sentire, ma noi teniamo duro, non molliamo. C'è ancora un mondo che ci aspetta li fuori e noi siamo pronti a scoprirlo.

On the road 02


Sulla costa verso San Diego

On the road


Weast Coast

mercoledì 31 ottobre 2012

Nord Beach


Museo della bit generation

Golden Gate


Veduta del ponte

Golden Gate Park


Statue nel parco

Go Giants!!!

'Frisco oggi è di un unico colore, arancio. Tra le strade serpeggia una striscia infinita di questo colore. Quando si dice il caso, siamo capitati qui appena dopo la finale delle World Series di baseball. Diciamo che è come la Champions League per noi, solo che si tratta di baseball e di sole squadre americane. I Giants, la squadra di San Francisco, ha vinto la finale e la città è tappezzata di bandiere, striscioni e gadget di ogni tipo. Addirittura gli autobus girano per le strade con la scritta go Giants sugli schermi che indicano le fermate. Qui il baseball, come il basket e il football, sono seguiti tantissimo e la città è in delirio. Stasera è prevista una parata per festeggiare i loro campioni, senza dimenticare che questa serà è pure Halloween. Ma torniamo ad oggi. Stanchi ormai del solito cemento e dei palazzoni, ci siamo concessi un immersione del verde sconfinato del Golden Gate Park. Il parco è immenso, tra giardini botanici, musei, laghetti ci si può tranquillamente passare una giornata intera. Anche giusto per ripulire un pò i polmoni dallo smog accumulato nei giorni precedenti. Inoltre in questo parco è iniziata la summer of love, una vera e proprio ribellione politica e culturale, legata al movimento hippie (qui ha San Francisco ha avuto il suo apice). Oggi è l'ultimo giorno a San Francisco e visto il poco tempo ancora a nostra disposizione, abbiamo dovuto fare le cose un pò in fretta. Una rapida tappa ai piedi del Golden Gate, il famosissimo ponte della città, giusto per fare due foto e poi dritti alla zona di Nord Beach. Al contrario di quello che sembra non è una spiaggia, anzi è un quartiere abbastanza centrale, la sua caratteristica maggiore è che è stato la culla della Bit Generation. Altro movimento colturale o meglio anti-culturale vista la sua vena anarchica al di fuori degli schemi classici. Li per me era d'obbligo una visità al museo ad essa dedicato. Avendo letto libri di Jack kerouac e William Burroughs, ero curioso di vedere un museo a loro dedicato. Per finire quel poco che ci rimaneva della giornata abbiamo girato un pò per le strade di Chinatown e provato l'ebrezza di fare la strada più tortuosa del mondo, nella zona di Russian Hill. Stasera andremo a festeggiare i Giants con il resto della città, quindi vi saluti perchè tra un pò si parte....


Fisherman


Leoni marini sul molo

Alcatraz


L'isola fortezza

San Francisco second round

"Alcatraz. Il battello si avvicina lentamente al molo. Il cielo grigio e la nebbia mattutina rendono tutto molto surreale. Siamo in molti stipati nella piccola nave, facce stanche, facce indurite dalla vita. Siamo feccia, lo scarto della società. Poggiati i piedi sul molo do un ultimo sguardo a 'Frisco. La città mi mostra il suo volto duro, quasi a giudicarmi, a condannarmi. Sono feccia. Gli do un ultimo saluto con un gesto della mano. Ciao, addio forse. Probabilmente non ti rivedrò più. In fila indiana, con manette ai piedi e alle caviglie, ci scortano dentro la fortezza, the rock. Passiamo sotto il corridoio d'entrata e conto i passi che mancano alla piccola porta della prigione. Sono gli ultimi passi che farò da uomo libero. Non so se pentirmi per quello che ho fatto, ormai è troppo tardi, ormai non mi importa più. Ormai sono dentro alla fortezza.."

Tranquilli non è sicuramente il riassunto della nostra giornata, ma è solo una breve storia che ho voluto scrivere tenedo conto delle sensazioni che ho provato durante la visita al carcere di Alcatraz. Un esperienza molto forte. La visita è stata particolarmente interessante. Seguendo fedelmente la nostra audio guida abbiamo veramente vissuto una storia. Girando tra i lunghi corridoi, sbirciando tra le celle chiuse, ci siamo sentiti un pò tutti come vecchi carcerati dell'epoca. Le ore sono volate per noi la dentro, al contrario sicuramente di chi è stato realmente detenuto in quella prigione. Alcune cose poi mi sono rimaste impresse nella mente e lo saranno per sempre. Una su tutte il cortile dove i detenuti si godeva le poche ore d'aria a loro concesse. Dalla alta gradinata si riesce a scorgere, oltre le alte mura, la città. Questo mi ha fatto pensare a come, forse, i carcerati sedessero sui gradini e guardassero sognanti la libertà. Libertà che era così vicina, quasi da toccarla, ma così inarrivabile. Altra cosa che mi ha impressionato sono state le misure veramente ridotte delle celle e le celle di isolamento. Quest'ultime strette e buie, saranno state sicuramente un agonia per chi ha avuto a sfortuna di finirci dentro. Finita la visita e risaliti in traghetto, abbiamo volto lo sguardo verso la piccola isola che pian piano diventava sempre più piccola.  E un pò alla volta, quel senso di pesantezza che avevamo nell'animo è scemato sempre di più, respirando così a pieni polmoni la ritrovata libertà. Il resto della giornata l'abbiamo passato nella zona di Fisherman, al porto. Li tra negozi di souvenir, ristornati di pesce e leoni marini, si c'erano i leoni marini nel molo, abbiamo vagato per ore e ore.

martedì 30 ottobre 2012

Zona Civic Centre


City Hall

Downtown


Tipico tram di San Francisco

California

Ebbene si siamo in California. Varcato il confine ci siamo stabiliti nella città più europea d'America, San Francisco. Dopo un primo sconforto iniziale, vista la permanenza di maltempo anche in questa regione, la fortuna ci ha sorriso ed è uscito il sole. Non vi dico la soddisfazione di uscire fuori senza giubbotto e sentire i caldi raggi di sole che ti scaldano. Rinfrancati e pieni d'energia ci siamo diretti verso il centro di 'Frisco. Non so se per via del bel tempo o dello spirito solare della città, ma girare per le strade affollate è uno spettacolo. Sembra quasi di essere dalla parte opposta del mondo rispetto a dov'eravamo ieri. Girando dalle parti di Soma, quartiere artistico della città, ci concediamo un paio d'ore dal sapore culturale, visitando il MOMA. Il museo di arte moderna.Alcuni di noi nel frattempo hanno visitato i parchi circostanti. Il resto della giornata è passato passeggiando tra le strade di 'Frisco, giusto per assaporare appieno, quasi a voler respirare a pieni polmoni, il suo spirito libero. Dimenticavo che nella zona di Downtown corrono i tipici tram di San Francisco. Questi piccoli mezzi di trasporto si arrampicano sulle ripide salite che portano alla zona del porto, su a Fisherman. Altra particolarità di essi è che puoi restare in piedi, su apposite pedane situate ai lati, appeso ad appositi pali e fare così tutto il percorso fino a destinazione. La sera una cena veloce nella zona del porto e poi a letto. Domani sveglia abbastanza presto perchè abbiamo prenotato la visita ad Alcatraz. Notte...

lunedì 29 ottobre 2012

Sulla West Coast 02


California

Sulla West Coast


Il nostro fido mezzo di trasporto

Attraversando la "wild" America

Sarà che siamo in viaggio e ci concentriamo solo sui nostri obbiettivi, quindi il tempo è poco per guardare Tv e telegiornali vari. Viaggiamo attraverso la west coast incuranti del fatto che era in atto un preallarme tsunami, causato dal terremoto avvenuto in Canada. Cavolo pochi giorni fa eravamo in Canada... Poi se non bastasse in questi giorni l'uragano Sandy sta imperversando tra New York e lo stato del New Jersey. Disastri naturali ci circondano ma fortunatamente sono talmente lontani da non darci preoccupazioni. Comunque il nostro viaggio continua tranquillo e sereno. Ieri il nostro spostamento più lungo, Portland - San Francisco, 1000 e passa chilomentri tra meravigliose coste (Si ragazzi oceano finalmente) e boschi imperiosi. Anche se non siamo riusciti ad entrare in uno dei parchi nazionali di sequoie giganti, ne abbiamo viste parecchie per la strada. Ora siamo a San Francisco, tra poco comincia l'esplorazione della città, quindi vi saluto abbiamo una missione da compiere....

sabato 27 ottobre 2012

Giardino cinese


Piccola oasi in centro

Giardino giapponese


Veduta dall'interno del giardino

Portland

Oramai la pioggia è diventata un ossessione, sono giorni che ci perseguita. Praticamente da quando è iniziato il nostro viaggio ha quasi sempre piovuto. Oggi tanto per cambiare l'acqua è scesa costante per tutta la giornata, passando da momenti in cui cadeva solo qualche goccia sottile a vere e proprie secchiate. Un pò sconsolati dal tempo siamo saliti in macchina impostando il navigatore sulla prima tappa della giornata, il giardino giapponese. Arrivati in questa oasi di verde situata in centro città, ci siamo inoltrati nel sentiero che porta all'entrata di esso, attraversando una sorta di bosco. Passando tra gli alti alberi, con la pioggia che cadeva costante, pareva quasi di attraversare una foresta pluviale in miniatura, la pace e la quiete che ci circondava ti dava un senso di benessere spirituale. Entrati nei giardini, questa sensazione aumentava man mano che avanzavamo tra i sentieri. Piccoli stretti sentieri che serpeggiavano tra piante esotiche, laghetti e improvvise cascate. Veramente stuprendo, peccato solo che la pioggia insistente rovinava un pò questo stato di pace interiore. Tornati verso il centro più urbano, cioè nella zona con edifici e palazzi, abbiamo optato per un breve giro nel mercato, mercato che si svolge solo il sabato a Portland. Girando per le bancarelle di ogni tipo, si respirava aria di festa paesana, tra artisti di strada e stand gastronomici esotici. Dopo una meritata pausa pranzo, ci siamo diretti verso una altro famoso giardino della città. Il giardino cinese. Simile a quello di Vancouver, però leggermente più grande e con qualche piccola chicca in più per la mia nota passione fotografica. Mi sono veramente sbizzarrito con la mia fida macchina fotografica, anche se dopo una breve tregua del tempo, ha ripreso a piovere. Come concludere al meglio la giornata se non con un giro per la via bohemien di Portland. Tra negozietti di ogni genere, da quelli etnici ai negozi vintage e di costumi per Halloween, ce la siamo spassata in mezzo a questo carnevale di generi. Saremo stati poco a Portland però tutto sommato in una giornata, con l'aggravante poi anche del tempo pessimo, siamo riusciti a vedere molto e ci siamo pure divertiti. Domani si riparte verso sud, sarà il tragitto più lungo di tutto il viaggio, 1000 chilometri circa fino a San Francisco. Ma questa è un altra storia e ve la racconterò domani, quindi notte a tutti....

La baia dei pirati


Canon Beach

Astoria



Stazione di polizia usata nel film ora museo

Verso Portland

Lasciamo Seattle ancora addormentata e immersa nel buio, sono le sei ed è ora di andare in areoporto a ritirare la macchina, che ci accompagnerà durante il resto del viaggio. Caricate le valigie in questo bolide americano, imbocchiamo la highway e man mano che ci allontaniamo dalla città ci inoltriamo sempre di più nei boschi, diritti dentro alla natura selvaggia. Prima di arrivare a Portland abbiamo ancora qualche incarico da compiere. Primo su tutti è dare un saluto a Jimmi. Poco a sud di Seattle, nella cittadina di Renton, si trova un mausoleo. Li riposa uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, Jimmi Hendrix. Il cielo è grigio ed un velo di pioggia ci circonda quando arriviamo al cimitero, come è successo il giorno prima per la tomba di Bruce Lee. Sembra quasi che il cielo pianga ancora le stelle che ha perso, è veramente strano trovarsi in questi posti con la pioggia, diventa tutto molto malinconico, triste, anche se penso che al contrario loro in questo momento ci stanno sorridendo lassù da qualche parte nel cielo. Seconda tappa Aberdeen, la città natale del cantante dei Nirvana Kurt Cobain, lui stesso morto giovane. Di lui purtroppo non esiste la tomba, quasi la totalità delle sue ceneri è stata sparsa nel fiume ad Aberdeen. La cittadina è abbastanza anonima, la tipica città di periferia americana. Siamo già a metà giornata ma non è ancora ora di Andare a Portland, la nuova tappa è Astoria. Passato il ponte che collega lo stato di Washington all'Oregon, arriviamo in questa bella cittadina di pescatori, caratterizzata da casette di legno che si arrampicano sulle colline circostanti. Questa è anche la città dove è stato girato il film "I Goones". Girando per le sue strade, passando davanti alle location del film, mi è parso di ritornare bambino, ricordando con gioia i posti che avevo visto in quel film, che amavo tanto da piccolo. Inoltre la città è molto bella, piccola si però molto particolare. A pochi chilometri da Astoria ci siamo fermati anche a Canon Beach, una spiaggia dallo spettacolare panorama e anch'essa presente nel film di cui vi parlavo prima. Guardando le rocce sommerse all'orizzonte mi aspettavo quasi di veder comparire la mitica nave pirata di Willy l'orbo. Verso sera siamo arrivati alla nostra destinazione finale. Domani vedremo cosa Portland ha da offrirci.

Seattle 02



Capital Hill - statua di Jimi Hendrix

giovedì 25 ottobre 2012

Dall'alto


Seattle dallo Space Needle

Torre panoramica


Space Needle

Seattle

Scusate il ritardo, la stanchezza ogni tanto fa brutti scherzi. Ieri proprio non riuscivo a scrivere nulla, il cervello era come addormentato. Quindi riassumo qui le due giornate di Seattle.

"Vieni come sei, come eri
Come voglio che tu sia
Come un amico, come un amico, come un vecchio nemico"
                                                                                                           
                                                                                          Nirvana

Come iniziare se non con le parole di una delle band che ha più caratterizzato la città di Seattle, il simbolo di un genere "il Grunge" e di una generazione nata nei primi anni novanta e spentasi presto. Anche se sono passati anni aleggia ancora nell'aria quello spirito ribelle e un pò eccentrico di quel periodo. Diciamo che in un primo momento è stato scioccante il passaggio da Vancouver a Seattle, anche per questo motivo. Trovarsi questa gente "strana" che gira per la città, ci ha un pò destabilizzato, sopratutto per chi non era mai stati prima in America. Però tutto sommato questa è l'anima del posto, è il carattere di Seattle. Il primo giorno abbiamo girovagato per il centro, passando anche per il mercato cittadino. Anche li non mancavano i tipi strani, particolari, ma tranquilli per niente pericolosi. E' un eterno carnevale, un girotondo di maschere caratteristiche, dove troviamo l'artista di strada, che racconta la sua storia, il pescivendolo che attira i clienti in una sorta di cabaret. Il barbone che chiede qualche dollaro per mangiare, i ragazzi capelloni con la classica camicia di flanella a quadratoni, tipica del periodo Grunge, che ricordano gli anni che furono. E molti altri ancora. Non poteva mancare poi la visita al monumento più famoso di Seattle, il simbolo della città, lo Space Needle. La torre panoramica ci mostra, arrivati in cima, una visuale dall'alto a 360 gradi della città. Per concludere la prima giornata, un salto al Crocodile, uno dei locali storici, ancora esistenti, simbolo del periodo Grunge. Il secondo giorno, ci siamo un pò diviso, in modo che i vari gruppetti riuscissero a vedere ciò che gli interessava di più. Tra il Music Experience Project, il Fly Museum, il cimitero cittadino con le tombe di Bruce e Brandon Lee e shopping vario, abbiamo riempito anche questa giornata. Domani prenderemo la macchina ed inizierà così il vero viaggio on the road. La prima tappa sarà Portland. 

martedì 23 ottobre 2012

Yaletown


In centro

Granville Island


Veduta dall'attracco dell'acqua bus

Vancouver goodbye

Ultimo giorno a Vancouver, la prima tappa del nostro viaggio e ormai quasi passata. L'entusiasmo del giorno precedente e la speranza di un altra giornata di sole, si spegne già in principio quando ci alziamo dal nostro comodo letto. Nuvole grigie e pioggerellina costante salutano il nostro risveglio con il loro dispettoso ghigno. La temperatura, bassa, non fa altro che incrementare la nostra poca voglia di uscire di casa. Solo la voglia di vedere e scoprire cose nuove di Vancouver, ci dà la carica giusta per ributtarci in strada. Domani saremo a Seattle, negli Usa, quindi era d'obbligo andare a controllare gli orari dell'autobus alla stazione centrale. Sbrigate le pratiche burocratiche di rito, ci dirigiamo verso il museo della scienza, la sua forma insolita (una specie di enorme pallone) è stata la protagonista di molte nostre foto, peccato solo che il prezzo d'ingresso era un pò troppo alto. Quindi niente museo, passiamo ad altro, la città è grande e ce ne sono di cose da vedere. Presa li vicino una barchetta e dico barchetta perchè era veramente piccolissima, ci siamo spostati nella zona di Granville Island. Una piccola penisola, caratterizzata sopratutto da negozietti e un mercato. Ai nostri occhi si è presentata come una tipica città scandinava, girare tra le sue stradine sotto la pioggia e con l'aria fredda che ci soffiava contro, ci ha fatto per un attimo dimenticare di essere in Canada. Il resto della giornata e passato vagando per le strade del centro, entrando e uscendo da negozietti di souvenir, per spendere gli ultimi dollari canadesi. Come ho già detto domani lasceremo Vancouver e il Canada, a volte il tempo è tiranno, soprattutto in questo tipo di viaggi. Vorremo sempre avere più tempo, oppure che esso non passi proprio, ma il viaggio continua e molte altre avventure ci aspettano, molti altri posti da vedere. Comunque resterà sempre nelle nostre memorie un ricordo stupendo di questo posto. Il Canada è veramente uno splendido paese, la gente è amichevole e molto disponibile. C'è tanto verde è la città ha un fascino particolare. Allora arrivederci Vancouver e non ti dico addio perchè mi piacerebbe un giorno tornare a farti visita, ora è il momento di ripartire, l'avventura continua.....

lunedì 22 ottobre 2012

Stanley Park seconda parte


Totem

Stanley Park


Statue nel parco

Capilano


Vicino al ponte

Vancouver nord


Capilano Bridge

Vancouver secondo round

Finalmente il sole, che bello alzarsi la mattina, guardare fuori dalla finestra e sentire i caldi raggi che ti accarezzano il viso. Il paesaggio cambia, la luce trasforma tutto, si accendano i colori e si fa strada il buonumore. Usciamo di casa tutti sorridenti, per niente assonnati, anzi carichi di energia e pronti per una nuova giornata a Vancouver. La destinazione è già decisa, quindi ci dirigiamo verso il ponte di Capilano. Il ponte in questione si trova in una zona boscosa nella parte nord della città. Sospeso a 70 metri d'altezza, collega due vallate, sotto di esso scorre un fiume. Ovviamente non c'è solo quello da vedere, intorno ad esso hanno costruito un complesso di sentieri sospesi, tra le vallate e gli alberi. Un esperienza veramente unica, immersi nella natura, affascinati da tutte queste cose nuove per noi e però anche un pò impauriti durante i passaggi attraverso questi ponti sospesi. Quando ti trovi a quelle altezze, su una passerella di legno, tenuta su da cavi d'acciaio, non molto stabile, ti da una botta di adrenalina incredibile. Tranquilli sono sicuri al cento per cento, solo che oscillano parecchio e hai sempre un pò di paura di cadere. Addirittura il ponte di Capilano oscilla oltre che per il passaggio delle persone, anche per la spinta del vento e quando sei al centro di esso e sotto di te hai 70 metri e vedi il fiume che scorre impetuoso, le gambe iniziano a tremare, poi guardi gli altri e capisci che stanno provando le stesse tue emozioni, allora scoppi a ridere e capisci che forse ti stai preoccupando troppo. Il bello del viaggio è anche questo, condividere emozioni con i tuoi amici, entrare in sintonia con loro e con l'ambiente che ti circonda. Finito il tour, un panino al volo e poi bus navetta (gratuito eh vaiii) fino allo Stanley Park. Il bello di questa città è anche la quantità di verde che circonda e soprattutto si insinua all'interno della città. Il parco ci accoglie con un viale delimitato da alberi rossi/rosa. Incredibile pare quasi di essere in Giappone durante la stagione della fioritura dei ciliegi. Sugli alberi e per terra è tutto rosa che a contrasto con il verde splendente dell'erba, crea un effetto tipo paese delle meraviglie. Niente come la natura è in grado di creare cose cosi meravigliose. Il sentiero continua costeggiando un insenatura dove si trova un piccolo porto con annesso attracco di barche, ci troviamo così con il bosco sulla sinistra e il mare sulla destra, terra e acqua e noi nel mezzo. In fondo al parco hanno sistemo dei totem, sono delle repliche di quelli che realizzavano gli indiani che abitavano la zona in tempi antichi. Questi pezzi di legno lavorati, raffiguranti animali tra cui aquile, lupi, orsi, tutti animali sacri per i nativi e dai colori sgargianti spuntano dal terreno come funghi giganti. Servono come monito, per ricordare ai visitatori e anche agli abitanti che una volta questa terra apparteneva ai nativi, questo lo dico io e magari è una mia speranza e so che invece sono li come pura attrazione turistica, tutto è una vetrina tutto è business e intanto calpestiamo le loro tradizioni, la loro religione. Stremati dalla lunga camminata, dopo una cena dai sapori orientali, torniamo al nostro appartamento per un meritato riposo. Notte a tutti, ci risentiamo domani per nuove emozionanti avventure.

Vista dall'alto di Vancouver


Vista dalla torre panoramica

Zona del Porto


Orologio a Vapore

Chinese Garden


Giardino cinese - Chinese Garden

Secondo giorno a Vancouver

La mattina veniamo svegliati dal ticchettio della pioggia che batte sul tetto. Il cielo è grigio, le nuvole sono cariche d'acqua. Si prospetta una giornata all'insegna del mal tempo, quindi ancora assonnati e un pò sconsolati ci prepariamo ad uscire. Destinazione Chinatown, visto che il quartiere in questione è vicino al nostro appartamento e non vogliamo bagnarci troppo. Col passare delle ore il tempo sembra migliorare, timidi raggi di sole, ogni tanto, fanno capolino e accendono gli splendidi colori autunnali che circondano la città. Decidiamo di visitare il giardino cinese, un piccolo quadrato di verde circondato da alte mura. Tra laghetti, piante di vario tipo e tipici manufatti asiatici, ci immergiamo in questo stralcio dai sapori orientali, quasi che l'entrata di esso sia l'ingresso di un piccolo universo parallelo. Dopo di ché, ci rituffiamo tra i palazzoni e la pioggia torna prepotentemente a farsi sentire. Troviamo riparo in un pub, con l'occasione pranziamo pure. Dopo un pò il tempo ci dà una tregua, continua così il nostro pellegrinaggio tra le trade di Vancouver, questo ci porta nella zona del porto, li ci accoglie il famoso orologio a vapore, una delle attrazioni della città, che con i suoi sbuffi di fumo bianco scandisce le ore ed attira i turisti. Li vicino, seguendo il consiglio dataci dalla cameriera del pub, prendiamo il traghetto. Arrivati alla zona di Lonsdale, li passeggiamo incantati nel piccolo parco che da sul mare, gli alberi dalle varie tonalità di rosso, rosa e giallo, colori tipici d'autunno, ci circondano. La visuale è veramente stupenda. Nella zona si trova anche un mercato al coperto, entrati ci siamo persi nei vari corridoi, tra le bancherelle di ogni tipo, dagli alimenti, frutta e verdura dai colori sgargianti ai souvenir e piccoli ristoranti. Ripreso il traghetto, siamo tornati alla zona del porto. Li a due passi ci appare la torre panoramica di Vancouver. L'ascensore supersonico, scherzo ma comunque era veramente veloce, ci porta sulla cima della torre, li la vista a 360 gradi della città è mozzafiato. Restiamo li un bel pezzo, girando a torno continuamente e scattando miriadi di foto. Esausti torniamo verso casa. Un breve stop in un pub per la cena e poi dritti al nostro appartamento. Purtroppo il fuso orario ci da ancora noie però spero che già da domani il nostro fisico risenta meno di questo. A domani allora. Notte.

domenica 21 ottobre 2012

Finalmente arrivati

Sono le cinque e mezza, fuori il buio la fa ancora da padrona, assonnati per le poche ore di sonno ci accingiamo a raggiungere l'aereoporto. La nebbia fitta non aiuta ed il tragitto è lento ed anche un pò surreale. Sbrigate le pratiche d'imbarco, saliamo sul primo aereo ed il viaggio inizia. La traversata fino a Vancouver non è delle migliori, tra aerei un pò datati e scali non previsti, il tutto si fa estremamente pesante. Senza contare poi che andando nove ore indietro di fuso orario, il sole non ci abbandona mai per tutto il giorno. Sono le sette dell'ora locale quando mettiamo finalmente piede a Vancouver, le quattro di notte dell'ora italiana, praticamente abbiamo viaggiato per un intera giornata. Riunitisi con i due, Colin e Federica, che avevano preso un aereo diverso, siamo saliti in un taxi che ci ha portato in appartamento. Una cena veloce in un ristorante a base di cucina asiatica, molto piccante e poi ritorno in appartamento. Domani inizia la vera avventura, con la prima visita alla città.


lunedì 8 ottobre 2012

Equipaggio 02

I membri dell'equipaggio parte 2



Colin


Gianfranco

Equipaggio 01

I membri dell'equipaggio parte 1



Michele 
autista, organizzatore


Marco
organizzatore, fotografo, curatore del blog

giovedì 4 ottobre 2012

Ci siamo quasi...

Ancora poco più di due settimane e finalmente si parte. E' un pò di tempo che non aggiorno il blog, questo perchè non ci sono state novità rilevanti. L'ultima volta avevo scritto che forse si aggiungeva un elemento nuovo all'equipaggio, purtroppo non sarà così, il tipo ha dovuto rinunciare. Quindi restiamo in sei. Per il resto c'è stata la famosa cena dove abbiamo conosciuto la nostra nuova compagna di viaggio Federica. Prossimamente ci ritroveremo per le foto. Che altro dire, siamo pronti o almeno speriamo di esserlo... si dai siamo pronti e anche molto carichi per questa avventura. La news dell'ultimo secondo è che vista l'impossibilità di portare la videocamera (Canon xl1) in America, questione di spazio e peso, mi sono deciso di fare un piccolo upgrade del mio equipaggiamento. Mi sono deciso ed ho finalmente preso un telecamera adatta al nostro tipo di viaggi. Molto compatta, ma dalle ottime prestazioni. Qui sotto posterò anche un video che mostra le potenzialità di essa.



Mi raccomando continuate a seguirci e dal 20 di ottobre saremo in diretta dagli USA, quindi se vi interessa seguiteci pure, a noi sicuramente farà piacere, se no non preoccupatevi. Come ho sempre detto questo blog lo faccio sopratutto per noi e per i nostri amici che ci seguono, se poi altra gente si interessa e ci segue tanto meglio no?

martedì 14 agosto 2012

Forse una new entry?

                                                                                                                                                                 

Pensavamo ormai di essere al completo, come equipaggio intendo, ma forse si aggiungerà un altra persona.
Questo non comporterà grandi sconvolgimenti nell'organizzazione del viaggio, il solo cambiamento sarà, sempre se ci sia la conferma di questa new entry, il passaggio da una macchina, una sette posti, a due. Questo vista la necessità di spazio causa bagagli. Per il resto non ci sono altre novità, dobbiamo ancora fare la famosa cena di presentazione (slittata a dopo ferragosto), noleggiare le auto e rifinire gli ultimi piccoli dettagli. Ci risentiamo alle prossime news.

sabato 14 luglio 2012

Finalmente al completo



Mancano all'incirca tre mesi alla partenza e diciamo che dal punto di vista organizzativo siamo ad un ottimo punto. Pochi giorni fa abbiamo avuto la conferma dell'ultimo membro dell'equipaggio, ora dovremmo essere al completo, in sei. Vedo già che sono tutti carichi e molto motivati per il viaggio e questo non fa che aumentare la mia voglia di immergermi nuovamente in questa ennesima avventura. Ora mancano solo alcuni dettagli tipo l'assicurazione sanitaria, il noleggio dell'auto, l'ESTA ed controllare nuovamente l'itinerario per ottimizzarlo al meglio. Mi sono dimenticato di ringraziare l'agenzia Giramondo di Jesolo Lido, per averci assistito anche quest'anno ( anche per il nostro primo viaggio in America ci eravamo rivolti a loro) con la loro consueta professionalità. Inoltre prossimamente ci sarà il primo incontro con tutti i membri dell'equipaggio, dove verrà spiegato loro l'itinerario di viaggio ed eventualmente discusso, poi se riesco postero le prime fptp di questo ritrovo. Più avanti ci saranno anche le foto ufficiali e forse quest'anno torneremo alla cara abitudine di farci le magliette per il viaggio. Non ho ancora l'idea per la grafica ma penso che dopo qualche tentativo ci riuscirò anche quest'anno. Aspettatevi a breve nuove news, almeno spero e soprattutto continuate a seguirci.

domenica 3 giugno 2012

Piccolo aggiornamento e news





Abbiamo preso i biglietti aerei, ora i giorni di viaggio, compresa la data di partenza e ritorno, sono definitivi al 100%.
Partiremo, come avevo già scritto in altri post, il 20 ottobre da venezia con scali a Roma, Toronto ed arrivo a Vancouver.
Resteremo li in America 21 giorni ed infine ripartiremo il giorno 10 novembre da Los Angeles, scalo successivo a New York e poi dritti fino a Venezia.
C'è inoltre una new entry nell'equipaggio, Federica verrà con noi in America, le do il benvenuto anche qui nel blog e gli assicuro che non resterà delusa del viaggio :)
Ora manca solo la conferma di un altra persona e poi l'equipaggio sarà al completo.
Avendo la sicurezza dei giorni ho ricontrollato l'itinerario di viaggio ed ho fatto qualche minima modifica.
Più che altro mi sono concentrato sul calcolo degli spostamenti tra una città e l'altra, il rapporto tra chilometri da percorrere e tempo necessario per farlo, in parole povere ottimizzare i tempi.
Qui sotto riporto la nuova versione dell'itinerario.




  1. Ottobre 20 - Partenza Venezia - Arrivo Vancouver
  2. Ottobre 21 - Vancouver
  3. Ottobre 22 - Vancouver
  4. Ottobre 23 - Vancouver
  5. Ottobre 24 - Spostamento Vancouver - Seattle - 300 km (3 ore circa)
  6. Ottobre 25 - Seattle
  7. Ottobre 26 - Spostamento Seattle - Portland - Tappa intermedia Astoria e Cannon Beach- 468 km
  8. Ottobre 27 - Portland
  9. Ottobre 28 - Spostamento Portland - San Francisco - Tappa intermedia Parchi Nazionali dove si trovano le famose sequoie giganti - 1098 km
  10. Ottobre 29 - San Francisco
  11. Ottobre 30 - San Francisco
  12. Ottobre 31 - San Francisco
  13. Novembre 1 - Spostamento San Francisco - San Diego - 806 km (9 ore circa)
  14. Novembre 2 - San Diego
  15. Novembre 3 - San Diego
  16. Novembre 4 - Spostamento San Diego - Las Vegas - Tappa intermedia Parchi Nazionali, deserto californiano - 546 km circa (da rivedere)
  17. Novembre 5 - Las Vegas
  18. Novembre 6 - Spostamento Las Vegas - Los Angeles - Tappa intermedia Death Valley - 450 km (5 ore circa)
  19. Novembre 7 - Los Angeles
  20. Novembre 8 - Los Angeles
  21. Novembre 9 - Los Angeles
  22. Novembre 10 - Ritorno - Partenza da Los Angeles - Arrivo Venezia