lunedì 22 ottobre 2012

Vancouver secondo round

Finalmente il sole, che bello alzarsi la mattina, guardare fuori dalla finestra e sentire i caldi raggi che ti accarezzano il viso. Il paesaggio cambia, la luce trasforma tutto, si accendano i colori e si fa strada il buonumore. Usciamo di casa tutti sorridenti, per niente assonnati, anzi carichi di energia e pronti per una nuova giornata a Vancouver. La destinazione è già decisa, quindi ci dirigiamo verso il ponte di Capilano. Il ponte in questione si trova in una zona boscosa nella parte nord della città. Sospeso a 70 metri d'altezza, collega due vallate, sotto di esso scorre un fiume. Ovviamente non c'è solo quello da vedere, intorno ad esso hanno costruito un complesso di sentieri sospesi, tra le vallate e gli alberi. Un esperienza veramente unica, immersi nella natura, affascinati da tutte queste cose nuove per noi e però anche un pò impauriti durante i passaggi attraverso questi ponti sospesi. Quando ti trovi a quelle altezze, su una passerella di legno, tenuta su da cavi d'acciaio, non molto stabile, ti da una botta di adrenalina incredibile. Tranquilli sono sicuri al cento per cento, solo che oscillano parecchio e hai sempre un pò di paura di cadere. Addirittura il ponte di Capilano oscilla oltre che per il passaggio delle persone, anche per la spinta del vento e quando sei al centro di esso e sotto di te hai 70 metri e vedi il fiume che scorre impetuoso, le gambe iniziano a tremare, poi guardi gli altri e capisci che stanno provando le stesse tue emozioni, allora scoppi a ridere e capisci che forse ti stai preoccupando troppo. Il bello del viaggio è anche questo, condividere emozioni con i tuoi amici, entrare in sintonia con loro e con l'ambiente che ti circonda. Finito il tour, un panino al volo e poi bus navetta (gratuito eh vaiii) fino allo Stanley Park. Il bello di questa città è anche la quantità di verde che circonda e soprattutto si insinua all'interno della città. Il parco ci accoglie con un viale delimitato da alberi rossi/rosa. Incredibile pare quasi di essere in Giappone durante la stagione della fioritura dei ciliegi. Sugli alberi e per terra è tutto rosa che a contrasto con il verde splendente dell'erba, crea un effetto tipo paese delle meraviglie. Niente come la natura è in grado di creare cose cosi meravigliose. Il sentiero continua costeggiando un insenatura dove si trova un piccolo porto con annesso attracco di barche, ci troviamo così con il bosco sulla sinistra e il mare sulla destra, terra e acqua e noi nel mezzo. In fondo al parco hanno sistemo dei totem, sono delle repliche di quelli che realizzavano gli indiani che abitavano la zona in tempi antichi. Questi pezzi di legno lavorati, raffiguranti animali tra cui aquile, lupi, orsi, tutti animali sacri per i nativi e dai colori sgargianti spuntano dal terreno come funghi giganti. Servono come monito, per ricordare ai visitatori e anche agli abitanti che una volta questa terra apparteneva ai nativi, questo lo dico io e magari è una mia speranza e so che invece sono li come pura attrazione turistica, tutto è una vetrina tutto è business e intanto calpestiamo le loro tradizioni, la loro religione. Stremati dalla lunga camminata, dopo una cena dai sapori orientali, torniamo al nostro appartamento per un meritato riposo. Notte a tutti, ci risentiamo domani per nuove emozionanti avventure.

2 commenti:

  1. Gianfranco colin e la elena son andati al roxy..locale rock in centro..passando una nottata davvero unica .... Domani conviceremo gli altri a seguirci..

    I love vancouver

    Gianfranco

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  2. COMPLIMENTI A COLUI CHE CI TIENE AGGIORNATI SUL VIAGGIO. NON DEVE ESSERE FACILE METTERSI A ... FARE I COMPITI A FINE GIORNATA

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