"Alcatraz. Il battello si avvicina lentamente al molo. Il cielo grigio e la nebbia mattutina rendono tutto molto surreale. Siamo in molti stipati nella piccola nave, facce stanche, facce indurite dalla vita. Siamo feccia, lo scarto della società. Poggiati i piedi sul molo do un ultimo sguardo a 'Frisco. La città mi mostra il suo volto duro, quasi a giudicarmi, a condannarmi. Sono feccia. Gli do un ultimo saluto con un gesto della mano. Ciao, addio forse. Probabilmente non ti rivedrò più. In fila indiana, con manette ai piedi e alle caviglie, ci scortano dentro la fortezza, the rock. Passiamo sotto il corridoio d'entrata e conto i passi che mancano alla piccola porta della prigione. Sono gli ultimi passi che farò da uomo libero. Non so se pentirmi per quello che ho fatto, ormai è troppo tardi, ormai non mi importa più. Ormai sono dentro alla fortezza.."
Tranquilli non è sicuramente il riassunto della nostra giornata, ma è solo una breve storia che ho voluto scrivere tenedo conto delle sensazioni che ho provato durante la visita al carcere di Alcatraz. Un esperienza molto forte. La visita è stata particolarmente interessante. Seguendo fedelmente la nostra audio guida abbiamo veramente vissuto una storia. Girando tra i lunghi corridoi, sbirciando tra le celle chiuse, ci siamo sentiti un pò tutti come vecchi carcerati dell'epoca. Le ore sono volate per noi la dentro, al contrario sicuramente di chi è stato realmente detenuto in quella prigione. Alcune cose poi mi sono rimaste impresse nella mente e lo saranno per sempre. Una su tutte il cortile dove i detenuti si godeva le poche ore d'aria a loro concesse. Dalla alta gradinata si riesce a scorgere, oltre le alte mura, la città. Questo mi ha fatto pensare a come, forse, i carcerati sedessero sui gradini e guardassero sognanti la libertà. Libertà che era così vicina, quasi da toccarla, ma così inarrivabile. Altra cosa che mi ha impressionato sono state le misure veramente ridotte delle celle e le celle di isolamento. Quest'ultime strette e buie, saranno state sicuramente un agonia per chi ha avuto a sfortuna di finirci dentro. Finita la visita e risaliti in traghetto, abbiamo volto lo sguardo verso la piccola isola che pian piano diventava sempre più piccola. E un pò alla volta, quel senso di pesantezza che avevamo nell'animo è scemato sempre di più, respirando così a pieni polmoni la ritrovata libertà. Il resto della giornata l'abbiamo passato nella zona di Fisherman, al porto. Li tra negozi di souvenir, ristornati di pesce e leoni marini, si c'erano i leoni marini nel molo, abbiamo vagato per ore e ore.
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